Il territorio - Foto Club Gamondio

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La storia
IL TERRITORIO

Il comune di Castellazzo Bormida è situato tra il fiume Bormida e il torrente Orba, 10 km a sud della città di Alessandria, alle porte di Langhe e Monferrato ed a meno di un'ora di auto da Milano, Torino e Genova.
Castellazzo nasce con il nome di Gamondio, si ipotizza nel secolo VII o VIII d.C. Il primo documento che ne parla è dell'anno 938: Gamondio era "corte regia", proprietà imperiale diretta.
Pochissimo è noto degli anni intorno al Mille, ma nel gennaio 1106 un documento attesta Gamondio come libero comune: è il periodo di massimo splendore del borgo medievale che, dotato di un vasto territorio (comprendeva i luoghi ora di Casalcermelli, Portanova, Castelspina, Gamalero, Borgoratto, Cantalupo), ha una tale autonomia da spingere la città di Genova ad un importante accordo commerciale (1146) e un'intraprendenza che porta, intorno al 1168, a coinvolgere gli uomini di Borgoglio e di Marengo - borghi oggi scomparsi - a fondare nell'abitato di Rovereto una nuova città: Alessandria.
I quartieri della nuova città prenderanno il nome dei borghi fondatori e, col tempo, Gamondio resterà soltanto al rione alessandrino mentre, a cominciare dal Trecento, si farà strada il toponimo "Castellacium", forse indicazione di ruderi di fortificazioni.
Il paese è sempre lo stesso, il nome diventa Castellazzo, poi Castellazzo Alessandrino infine, nel 1863, Castellazzo Bormida.
Gamondio-Castellazzo entra lentamente nell'orbita della nuova città di Alessandria.
Tra Medioevo e Rinascimento - secoli duri, di grandi occupazioni, assedi, battaglie e scorribande - Castellazzo si distingue per un'autonomia economica più volte confermata e per una valida resistenza militare, anche grazie ad un buon sistema difensivo di cui restano oggi il castello, seppur modificato, la Torre dell'Orologio, il Torrione, il tracciato ellittico delle mura d'epoca comunale e quello pentagonale delle mura fatte erigere da Ludovico il Moro (fine sec. XV).
Dopo numerosi trasferimenti di proprietà, il feudo castellazzese all'inizio del secolo XVIII passa sotto al controllo della Casa Savoia per subire, cent'anni dopo, l'occupazione e gli stravolgimenti napoleonici.
Il paese rifiorisce alle fine del secolo XIX, quando raggiunge forse la sua massima popolazione.
Ancora oggi, cent'anni dopo, è il più importante comune della pianura circostante Alessandria, e un punto di riferimento - e di stimolo - per la città capoluogo.




SCORCI DI CASTELLAZZO BORMIDA
Fotografie di Sergio Maranzana


















 
 
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